venerdì 23 giugno 2017

Repubblica, serve una forte sterzata.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Caro Pazzo, 

qualche opportuna riflessione sulle cause del crollo verticale delle vendite di quello che fu (fu, ora lo è per mancanza di alternative) il "nostro" giornale: 

1) Il posizionamento del giornale nella campagna referendaria del 4 dicembre è stato pessimo. Anzitutto, è stato imperdonabile lo slittamento progressivo del Fundador dal No netto e ben motivato, all'indifendibile SI finale. Poi, pessima è stata l''incapacità manifesta, per evidente filorenzismo, anch'esso indifendibile, di mantenere il giusto equilibrio, anche interno, tra i fautori del NO e quelli del Si, in uno alla incapacità di comprendere che, anche per merito del Fundador nella sua posizione iniziale, il grosso dei lettori era per il NO, e si è visto; 

2) L'incapacità di gestire la situazione ha portato alla spaccatura e, per alcuni di essi, alla definitiva rottura (almeno così sembra) con collaboratori la cui firma era per noi lettori un must del giornale: Settis, Prosperi, Rodotà, Pace, Montanari, Zagrebelski, Cordero, o non scrivono più, oppure hanno ridotto al minimo i loro interventi; 

3) Questa brutta storia si aggiunge alle defezioni precedenti: si cominciò con Barbara Spinelli, con cui non si è stati capaci di recuperare il rapporto lasciando che finisse al Fatto. Al Fatto ritroviamo Valentini, Rampoldi, Coen, Caporale. Giannini per fortuna è stato recuperato, giusto in tempo per bilanciare la deriva filorenziana. Gad Lerner lo si è lasciato andare per una miserabile questione di soldi, manco si trattasse dell'ultimo correttore di bozze. Curzio Maltese, che non si capisce per quale motivo non avrebbe potuto continuare a scrivere di politica, non scrive più nemmeno di cinema, e ha giusto la rubrica sul Venerdì; 

4) Altre firme (tipo Salvadori, Gianluigi Pellegrino), appaiono sempre più raramente, altre (Galli, Gotor) sono scomparse da tempo. Verdelli e Romagnoli persi; 

5) La foliazione è ridotta, e questo, con i tempi che corrono, si capisce, e del resto le pagine di R2 erano in gran parte inutili. Ma la Cultura è ridotta in condizioni pietose: due paginette o tre, con firme spesso sconosciute e argomenti insulsi; 

6) La rubrica della De Gregorio posizionata nella pagina dei commenti è un obbrobrio assoluto: toglie spazio ai commenti veri che costituiscono il nerbo del giornale, e riduce di molto lo spazio dei commenti residui, ridotta ad una pagina dove, con equilibrismi grafici e tagli allo spazio degli articoli, deve entraci tutto. Una rubrica come quella della De Gregorio può essere settimanale e confinata a D o anche al Venerdì, ma non nella pagina dei commenti; 

7) Infine, la direzione di Repubblica non è arte per Calabresi, che al massimo può fare (forse) l'inviato, e andrebbe sostituito immediatamente con Rampini, Maltese o anche, perchè no, De Bortoli. 

Insomma, così non si può andare avanti. Sappiano lorsignori che Repubblica, in queste condizioni, lo acquisteremo ancora per poco. Dopo di che si vedrà, ma una sterzata e forte, bisogna darla.

Nicola Purgato

ellekappa (sempre in versione variopinta) sul fenomeno crescente degli stalker assassini.

Il nuovo corso di Repubblica (e di CDB): un interessante articolo di Maurizio Crippa sul Foglio.




Genova per lui: critiche al pezzo odierno di Merlo.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Caro Pazzo,

il pezzo di oggi di Francesco Merlo su Genova non è che mi sia piaciuto molto. Non puoi andare in una città e scriverne come se la conoscessi perfettamente.

E Merlo fa così ogni volta che scrive di un'altra città che non sia la sua. 

E poi Genova ha perso il 25% della popolazione, non la metà.

Sergio T. - Genova



L'Amaca di oggi: Serra ragiona su Giorgio Caproni e ne esce un elogio della poesia.

Le altre prime pagine del giorno.







La prima di oggi.

giovedì 22 giugno 2017

A volte ritornano: il faro di Palagruža (post riservato esclusivamente ai pipierrini che ci seguono da un po').

I pipierrini doc ricorderanno certamente la divertente caccia al nome dell'isola (con faro annesso) fatta qualche estate fa su questo blog con la rubrica "Il Toto-Rumiz" a proposito dello scritto agostano a puntate di Paolo Rumiz, che portò alla scoperta che si trattava poi dell'isola di Palagruža, Croazia, sperduta nell'Adriatico.

Guardate un po' in cosa ci siamo imbattuti, oggi, sfogliando l'inserto femminile del Nemico Io Donna del 10 giugno scorso. 


E nel frattempo, a Largo Fochetti.

L'ottimo Peppe ci segnala questo flash apparso su Dagospia (senza fonte) e che ampie scenari inquietanti su la "nuova" Repubblica.


I geniali calembour di Massimo Bucchi.


ellekappa randella anche l'Appendino.


L'Amaca di oggi: Serra dice la sua sulla movida torinese.


Le altre prime pagine del giorno.







La prima pagina di oggi.